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Donna in carriera

Terapie anti-cancro e lavoro: come è difficile conciliarli

Una paziente su sei ammalata di tumore al seno ha dovuto mettere da parte ipotesi di carriera.

Com’è la vita quotidiana delle donne con un tumore al seno? Quali sono i loro problemi, le conseguenze nel lavoro? Quali i costi sociali della malattia e le tutele economiche presenti in Italia? A tutte queste domande tenta di dare una risposta un’indagine realizzata dalla Fondazione Censis, contenuta nel Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici 2013 realizzato dalla Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo), che ha coinvolto complessivamente circa un migliaio di pazienti.

In Italia vivono oltre 522 mila donne che hanno ricevuto una diagnosi di tumore alla mammella. Si tratta soprattutto di donne in età attiva e fertile che subiscono un impatto rilevante della malattia nella vita quotidiana e che, ad una iniziale reazione di paura (indicata dal 37% delle intervistate), ne affiancano una successiva fatta di coraggio e voglia di reagire (30%), insieme con un grande impegno per conservare l’autonomia (il 26% dichiara di non avere un caregiver).  Per oltre il 40% delle pazienti i maggiori problemi sono emersi sul piano psicologico e nel disbrigo di pratiche della vita quotidiana (37), seguono problemi in ambito familiare (24,7) e nel lavoro (22). Moltissime (42%) dichiarano, inoltre, di avere problemi di sonno e di depressione (35).

Ancora troppi sono gli ostacoli incontrati sul lavoro dopo la diagnosi di tumore: è stato licenziato il 3,4% delle partecipanti al sondaggio e il 6,2% ha dovuto dare le dimissioni, cessare l’attività commerciale, professionale o artigianale. Tante le assenze associate alla patologia e alla cura, così una donna su tre rileva che, suo malgrado, ha ridotto il rendimento; circa una su sei ha dovuto mettere da parte propositi di carriera e una su otto ha dovuto chiedere il part-time o altre modalità di lavoro flessibile. Come già altri studi precedenti, anche quest’indagine conferma l’elevato costo sociale del tumore: quello complessivo annuo (relativo all’insieme delle malate con diagnosi di tumore di al massimo 5 anni e dei caregiver) è di 7,3 miliardi di euro, mentre il costo medio procapite è di 28 mila euro.  Capitolo particolarmente amaro è poi quello sulle tutele economiche (indennità di accompagnamento, assegno d’invalidità, pensione d’inabilità): la metà delle intervistate si dice molto insoddisfatta.

Positiva è invece la valutazione dei servizi sanitari a cui le donne si sono rivolte per le cure, scelti nella maggioranza dei casi nel comune di residenza. In base a quali criteri? Nell’ordine: su indicazione di persone fidate, su orientamento degli operatori sanitari, in base alla propria fiducia o, infine, solo per la buona fama del Centro.

Da Sportello Cancro-www.corriere.it-Vera martinelli