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Senologia Estetica

MASTOPLASTICA ADDITIVA

La mastoplastica additiva consiste nell’aumento di volume e rimodellamento della forma del seno mediante il posizionamento di protesi al silicone.

Dopo anni di perfezionamento tecnologico attualmente le protesi maggiormente utilizzate sono quelle testurizzate al gel di silicone coesivo. Queste protesi sono sicure ed è stato ormai ampiamente dimostrato che non inducono l’insorgenza di tumori mammari.

Varie sono le indicazioni cliniche per questo intervento come il seno costituzionalmente di piccola taglia (ipo-atrofia mammaria), lo svuotamento di solito dopo allattamento (ptosi post-allattamento) o asimmetrie durante lo sviluppo adolescenziale (asimmetrie puberali).

Il Chirurgo può scegliere tra moltissime tipologie di protesi sia per quanto riguarda il volume con diverse dimensioni, sia per la forma tra protesi rotonde, anatomiche, ad alto medio o basso profilo e con diversa proiezione. Questa vasta scelta permette di poter aumentare e modellare il seno con risultati diversificati e migliori possibili a secondo della paziente.

L’intervento chirurgico prevede fondamentalmente due tecniche: l’impianto delle protesi sotto la ghiandola mammaria e al di sopra del muscolo grande pettorale e l’impianto parzialmente al di sotto del muscolo grande pettorale (dual plane). La prima tecnica è quella più comunemente usata mentre la seconda è leggermente più indaginosa per il chirurgo.

Le cicatrici possono essere periareolare inferiore, al solco mammario inferiore o al cavo ascellare. Quella periareolare in genere dà un ottimo risultato estetico.

E’ prevista l’anestesia generale, la degenza è di una sola notte e il dolore è minimo e comunque controllato con analgesici. Viene posizionata una fascia elastica contenitiva che si rimuove dopo 48-72 ore e non possono essere effettuati alcuni movimenti con le braccia come alzarle e/o  guidare l’auto o la moto per circa 15 giorni per la possibilità di dislocazione delle protesi.

Le complicanze sono quelle tipiche per ogni intervento chirurgico come l’emorragia, che a volte necessita della riapertura dei punti di sutura per l’evacuazione del sangue, e l’infezione risolvibile con terapia antibiotica. Ci sono poi le complicanze specifiche e cioè la retrazione capsulare precoce o tardiva con indurimento e dolore al seno e, molto raramente, il rigetto della protesi. In ambedue i casi è necessario il reintervento chirurgico o per asportare la capsula e riposizionare la protesi nel primo caso o rimuovere definitivamente le protesi nel secondo caso.

E’ importante precisare che le protesi non inficiano assolutamente l’effettuazione di esami clinico-strumentali della mammella; la donna infatti può tranquillamente effettuare la visita, l’ecografia, la mammografia, la RMN e quant’altro senza alcuna riduzione dell’accuratezza diagnostica. La donna inoltre non ha nessuna limitazione nell’allattamento o nell’effettuare attività sportive.

E’ possibile che dopo circa 15-20 anni effettuando controlli clinico-strumentali possano evidenziarsi alterazioni delle protesi da usura tali da richiedere la loro sostituzione, come è anche possibile un perfetto stato per moltissimi anni.

L’intervento di mastoplastica additiva va ampiamento concordato e discusso con lo specialista che darà tutte le delucidazioni ricordando sempre che ogni caso pesenta caratteristiche differenti.

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