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Nutrizionisti, oncologi e chef: la dieta giusta per battere il cancro.

La campagna itinerante «Assapora la Vita» applica i principi della dieta mediterranea alle esigenze delle pazienti in terapia

MILANO – Un tumore al seno si combatte con terapie, medici preparati, prevenzione e diagnosi precoce. Anche la giusta alimentazione ha però la sua importanza: non solo perché permette uno stile di vita più sano, ma anche perché certi cibi possono interferire o modificare l’effetto delle cure. Ed è proprio sull’alimentazione che si focalizza «Assapora la Vita», una campagna nazionale itinerante che vuole aiutare le donne con tumore al seno «a riscoprire l’importanza di prendersi cura di se stesse, anche attraverso la buona cucina», che ha fatto tappa nei giorni scorsi a Milano (promossa in Lombardia dall’Associazione Salute Donna Onlus).

CONSIGLI PER CHI FA CHEMIO – «L’alimentazione è importante per tutti, ma con obiettivi diversi – spiega Cecilia Gavazzi, responsabile della Terapia Nutrizionale all’Istituto Tumori di Milano (Int) -: se per la persona sana gioca un ruolo preventivo, e quindi sul lungo termine, per chi è in trattamento oncologico la dieta è connessa al tempo della cura ed è primariamente finalizzata a mantenere un buono stato nutrizionale, che consenta di effettuare le terapie oncologiche riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita. L’alimentazione, inoltre, non deve interferire con le terapie, per cui non esistono degli alimenti che, se presi in grandi quantità o eliminati, siano in grado di migliorare o peggiorare la propria condizione. I cibi devono essere sostanzialmente sani – prosegue l’esperta – e in grado di favorire la funzione depurativa degli organi (come fegato, rene e intestino) che già sono “stressati” dal peso della chemioterapia, e garantirne il buon funzionamento, al fine di eliminare più rapidamente la tossicità dei farmaci. In questo senso frutta e verdura, in special modo le ombrellifere, come carote, finocchi, sedano, sono vegetali con proprietà depurative. Quando si affronta la malattia oncologica è bene viziarci e coccolarci: ancor meglio se qualcuno prepara per noi, con fantasia e amore, pietanze appetitose. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che se il nutrimento equilibrato non si accompagna a un’attività fisica, magari anche limitata a una passeggiata nel verde, a un sonno adeguato e a una riduzione delle occasioni di stress, può perdere buona parte dei suoi benefici».
RAPPORTO FRA CIBO E TUMORE AL SENO –Ma in che modo e in quale misura le scelte alimentari e lo stile di vita possono influire sulla prognosi di un tumore al seno? «I dati scientificamente già accertati sono ancora pochi, tuttavia, alla luce delle numerose ricerche indirizzate in tal senso abbiamo dei sospetti – risponde Filippo De Braud, direttore della Divisione di Oncologia Medica all’Int -: per esempio, assumere cibi di animali allevati con mangimi ricchi di estrogeni può condizionare lo sviluppo di alcuni tipi di tumore. Alimentarsi bene, magari riducendo la quantità di proteine di natura animale, specialmente se derivate da animali allevati, potrebbe essere un vantaggio. Un secondo vantaggio che sicuramente si associa alla prognosi è mantenere una forma fisica adeguata: per una serie di ragioni connesse ai livelli d’insulinemia e ad alcuni fattori di crescita che hanno dei meccanismi d’azione simili a quelli dell’insulina, l’accumulo di grassi e il sovrappeso costituiscono fattori di rischio sia nello sviluppo sia nella prognosi del tumore. È bene dunque evitare le diete iperproteiche e privilegiare una dieta bilanciata, come quella che siamo abituati a fare nel nostro Paese, ricca di verdure, di pesce, con carboidrati di buona qualità, bevendo molti liquidi e facendo adeguata attività fisica. Equilibrio e misura sono le parole chiave: nel momento in cui ci ammaliamo, il cibo rappresenta il benessere, per cui imporre grossi sacrifici alimentari potrebbe essere controproducente, anche se il concetto di sacrificio alimentare dipende dal tipo di educazione al cibo che si possiede: chi possiede un’educazione alimentare sbagliata, basata sugli eccessi, finisce per percepire come sacrificio una semplice dieta equilibrata».

LA CAMPAGNA – È su queste premesse che si basa l’alleanza tra l’oncologia e la tradizione gastronomica italiana: nutrizionisti, oncologi e chef hanno messo a punto «un modello alimentare che applica i principi della dieta mediterranea alle esigenze delle pazienti in terapia, le cui basi saranno illustrate attraverso corsi di cucina». Durante gli incontri (aperti al pubblico), che prevedono la preparazione in diretta di ricette sotto la direzione di Alessandro Circiello, uno dei più apprezzati rappresentanti dell’ultima generazione di cuochi italiani, verranno illustrati i principi di una sana alimentazione per convivere meglio con il tumore al seno e le proprietà di alcuni alimenti ritenuti efficaci e raccomandati per le persone in terapia ma anche nella prevenzione dei tumori. Lo chef, insieme a nutrizionisti e oncologi, ha poi messo a punto 30 ricette appositamente pensate per aiutare le donne con tumore al seno, basato su alimenti che migliorano la risposta alle terapie e aiutano a prevenire i tumori.