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Società

Il tumore al seno è una malattia democratica, può colpire tutte le donne. In tutto il mondo nella società si sono ammalate di tumore al seno tante donne famose appartenenti al mondo della musica, dello spettacolo, della politica o della cultura. Molte di queste donne hanno contribuito e continuano a contribuire in vario modo alla diffusione della cultura della prevenzione con lo scopo di arrivare in pochi anni, come dice il Prof. Veronesi, a mortalità zero.

Kylie Minogue, la famosa pop star australiana, fu operata di tumore al seno  a Melbourne nel maggio del 2005 Il chirurgo dichiarò ” Ho fiducia nel fatto che abbiamo preso in tempo il cancro e la paziente potrà guarire completamente”, ed infatti così è stato. Attualmente la cantante lotta attivamente per la diffusione della cultura della prevenzione che rimane l’unica arma per sconfiggere questo male.

C’è una donna bella che amo, che adoro, che ha 45 anni e ha il tumore. Molti di noi abbiamo vergogna a dire questa parola e lei, che è una persona forte, lo chiama cancro. Cancro al seno, si è operata due volte, comincerà la chemioterapia in questi giorni.

Con queste parole piene di amore nel 2009 l’attore Lino Banfi rivelò pubblicamente la malattia della figlia Rosanna con l’intento, spiegato dallo stesso Banfi, di promuovere la prevenzione che per il cancro al seno è fondamentale e potenzialmente risolutiva.

Me lo ha chiesto mia figlia. L’ho fatto perché così le donne capiscono che la prevenzione è una cosa importante, teniamoci i nostri oncologi italiani che sono bravi e non c’è bisogno di andare all’estero.

Attualmente Rosanna Banfi ha pubblicato un blog dove, oltre a rivelare il diario di tutti i passi della sua malattia, da voce e spazio a tutte le donne che lottano e hanno lottato come lei.

 

“Dopo 17 anni dal tumore sono qui, ballo e canto, anche per testimoniare che questa malattia si può sconfiggere”. Sono le parole di Olivia Newton-John, la star di Grease a cui nel 1992 fu diagnosticato un cancro del seno.  Nel mese di giugno 2009 è intervenuta al Convegno dell´ASCO, il più importante Congresso mondiale di oncologia tenutosi a Orlando, per raccontare la propria esperienza e il suo impegno a favore di una maggiore informazione.

 

Nella memoria degli americani Betty Ford, moglie del trentottesimo presidente degli Stati uniti Gerard Ford, occupa un posto speciale tra le first lady per la sua onestà e franchezza e per la sua capacità di esprimere senza esitazioni il suo punto di vista su temi delicati come l’alcolismo, la dipendenza dai farmaci e il suo sostegno al Equal Right Amendment, contro la discriminazione sessuale. Tutto il coraggio di Betty Ford è emerso quando nel settembre del 1974 si sottopose ad un intervento di mastectomia dopo che le fu diagnosticato il cancro al seno. First lady da appena due mesi, la signora Ford trasformò la sua lotta personale contro il cancro in un’occasione per spezzare il tabù attorno all’argomento e condurre una campagna di sensibilizzazione sull’importanza della prevenzione del cancro al seno.

Betty Ford si è spenta all’età di 93 anni suscitando grande cordoglio in tutta l’America.

 

Anastacia è probabilmente una delle cantanti più popolari che ha avuto un cancro al seno e non ha paura a parlarne, anzi è di sicuro una delle più attive a sensibilizzare il pubblico. Nel 2003 le è stato diagnosticato il tumore al seno mentre stava facendo degli esami preliminari per un intervento di riduzione del seno. Ha subito un’operazione di rimozione, la ricostruzione del seno e la radioterapia. Nonostante tutto ha portato a termine il suo tour e solo alla fine si è concessa un periodo di riposo. Dopo la malattia “ha ritrovato se stessa” e ha scritto il suo terzo album “Anastacia”: un successo mondiale. Nel frattempo ha anche fondato un’associazione per la raccolta di fondi. La star afferma che non ha mai considerato la malattia come una cosa negativa: di sicuro non ha intaccato la sua vitalità!

 

Nell’ottobre del 1987 Nancy Reagan, effettuando una mammografia, ha scoperto un cancro al seno. E stata operata guarendo completamente.

Dopo l’intervento chirurgico in tutto il Paese c’è stato un aumento vertiginoso di mammografie effettuate a scopo preventivo dalle donne. Un esempio di come un personaggio famoso possa influenzare, in questo caso positivamente, l’opinione pubblica anche su di un tema cosi delicato.

Jane Fonda è stata operata di tumore al seno nel novembre del 2010. Lo ha scoperto durante un controllo di routine. Fortunatamente si trovava ancora al suo stadio iniziale, quindi il rapido intervento ha portato alla completa guarigione. Jane ora sta bene, anzi è tornata più carica di prima, pronta a promuovere l’ultimo dvd di fitness, che in America già sta riscuotendo un incredibile successo. Lei, che da circa vent’anni è per l’America intera icona di benessere e salute, oggi parla di se stessa e di un problema che colpisce 1 donna su 10, un problema che grazie alla prevenzione può essere sconfitto.

 

Monica Guerritore, una delle attrici più apprezzate del nostro Paese, ha confessato di aver vinto nel 2009 un brutto male. “Grazie a dei controlli, due anni fa ho sconfitto il tumore al seno. Ora, accanto al professor Veronesi, promuovo la prevenzione”. Così ha raccontato a Diva e Donna la malattia. “Avevo un piccolo nodulo maligno al seno. Sono stata operata da Veronesi. Una cosa molto piccola e circoscritta che non mi ha lasciato nè menomazioni nè cicatrici.

“Ne parlo perché quello che ha salvato me e migliaia di donne -spiega l’attrice- è stata propria la diagnosi precoce. Se il mio mestiere e la mia popolarità possono aiutare anche una sola persona, spingendola a fare controlli -aggiunge- ecco che questa popolarità assume un significato diverso”. L’attrice conclude: “Quando sai di dovere essere operata ti si spacca la terra sotto ai piedi. Ti senti piccola e disarmata. Non bisogna stare sole.”

 

Nel 2009 la campagna di Oliviero Toscani per la lotta al tumore al seno. Tre donne dietro una tenda bianca semitrasparente che lascia bene in vista il loro volto e uno dei seni nudo. Monica Guerritore, Olivia Toscani (la figlia del fotografo) e Nadia Ricci sono le tre testimonial della campagna ideata da Oliviero Toscani per la Fondazione Veronesi sulla diagnosi precoce del cancro al seno con l’obiettivo di arrivare a mortalità zero entro dieci anni.

Il progetto nasce da una lettera che il fotografo ha ricevuto da Nadia Ricci, una donna romana madre di una bimba, che a 37 anni ha scoperto di avere un tumore al seno e che, 7 anni dopo, vuole raccontare la sua esperienza: «Le scrivo per dirle solo che a denti stretti, con le lacrime agli occhi non bisogna sopportare solo il dolore fisico, psicologico che la malattia comporta, ma la cosa che devasta una donna è la mancanza di intimità che viene a finire, in modo violento…». Racconta Nadia: «Gli ho chiesto aiuto perché volevo dare un messaggio di coraggio e di speranza. E non mi sono sbagliata, lui non mi ha deluso». Toscani, sensibile al problema perché ne è stata colpita anche sua figlia Olivia, ne parla con Veronesi «Mi sono reso conto – ha spiegato Toscani – che le esigenze delle donne non si riducono a quello che sembrerebbe sfogliando i settimanali di moda, tutti impostati sull’accentuazione di una bellezza a cui tante donne non possono accedere perché la loro è una bellezza diversa da quella dei media e della pubblicità. Le donne sono preoccupate da altri problemi, molto più importanti»

Olivia Toscani, figlia di Oliviero, ha raccontato: «Ho temuto di non poter veder crescere i miei tre figli, il più piccolo allora aveva solo due anni. Oggi sono guarita e piena di fiducia». «Posare per papà in fondo è stata la cosa più facile», racconta Olivia. Più difficile spiegare la propria scelta ai figli, «tre maschi, uno dei quali è ancora contrario alla mia partecipazione a questa campagna. Ma un giorno capirà, e se questo servirà a salvare anche solo una vita avrò ottenuto il mio successo». Come riferisce la Fondazione Veronesi, sono circa 40 mila le donne colpite ogni anno in Italia e oltre 10 mila di esse muoiono a causa di una diagnosi non tempestiva. «È indispensabile per tutte le donne sottoporsi periodicamente ai controlli con mammografia e/o ecografia – esorta la Fondazione -. Il 98% delle donne colpite da tumore al seno può salvarsi se la diagnosi è stata precoce: quando il tumore è inferiore al centimetro». «Se 30 anni fa 4 donne su 10 non ce la facevano – fa sapere Veronesi – oggi queste sono meno della metà. Più di un terzo delle pazienti, poi, arriva alla diagnosi con lesioni così piccole, grazie alla diagnosi precoce, che le percentuali di guarigione sfiorano il 100%. Progetti come questi sono importanti per contribuire alla presa di coscienza delle donne italiane».

Dedicato alle Donne dalle Donne che, con grande forza e gioia, hanno suggerito l’idea di promuovere questa simpatica ed originale iniziativa per comunicare la normalità di tutte le donne operate di tumore al seno.

Con queste parole alcune donne Campane hanno presentato un calendario fatto da loro stesse per promuovere la prevenzione per il tumore al seno e nello stesso tempo trasmettere tutta la normalità nell’affrontare la vita anche dopo essere state operate di tumore mammario.

Tutte si sono improvvisate fotomodelle per un giorno riuscendo a trasmettere agli altri la serenità con cui hanno superato la malattia.

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